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Nizzia
Mario
LE
MERIDIANE
LE
MERIDIANE NELLA STORIA
"Vivo
nella luce, muoio nell'ombra" E' uno dei motti
che si possono leggere nelle meridiane, che fin dall'antichità
con fascino discreto hanno permesso di misurare il
tempo.Un grande filosofo francese, Henri Bergson,
affermava che "ovunque qualcosa viva, esiste
un registro in cui si inscrive il tempo". Una
specie di libro della vita aperto che, nell'iconografia
della Bibbia, e rappresentato dall'Onnipotente nell'atto
di tenerlo nella mano destra. Ci si chiede: "Cos'e
l'esperienza temporale della vita?". Nient'altro
che un fragile segmento, una trama di tessuto che
pulsa, e che, però, tesse con un paziente ordito
la scrittura dell'esistenza. Il tempo e il suo trascorrere
è un concetto che ha affascinato la mente umana
sin dalle origini e ha indotto l'uomo a scrutare i
cieli, a scoprire l'enigma, osservando il moto degli
astri, il ciclo delle stagioni, addentrando la mente
nelle misteriose leggi che regolano il computo delle
ore, segnando il trapasso dei giorni e delle notti.
Prescindendo da argomentazioni filosofiche che stanno
a monte, e chiaro che la misura del tempo ha un ruolo
importante nello sviluppo delle attività umane
e il suo trascorrere è mutato nei secoli. Quando
la società umana inizia ad organizzarsi, tra
le primarie esigenze vi fu quella della suddivisione
del giorno, fissato in modo vago, impreciso, regolato
dalla levata del sole e dall'ombra che un qualsiasi
oggetto proiettava sul terreno. Usanza praticata presso
i Greci, i Babilonesi, gli Egiziani (per il culto
al dio sole), i Romani. Progredendo, si rese necessario
inventare appositi strumenti che potessero misurare
gli intervalli di tempo con maggiore precisione. Cosi,
osservando il variare della lunghezza e della direzione
delle ombre create dal sole lungo le giornate, nelle
epoche antiche scaturì l'idea dello "gnomone"
(dal greco, indicatore) consistente in un'asta verticale
la cui punta, con lo spostarsi dell'ombra, dal tempo.
Gli Egiziani usavano gli obelischi a tale scopo, imitati,
poi, dai Romani! Babilonia potrebbe essere stata la
terra d'origine, ma alcuni storici propendono per
un èra più antica, poiché Omero
ed Esiodo citano questi strumenti. Esistono anche
numerose testimonianze archeologiche in merito, nelle
società precolombiane e in Cina. Le aste, talune
in avorio, furono munite di tacche per le ore del
giorno, mentre per quelle notturne si osservava il
passaggio di alcune stelle più note.Dalla Mesopotamia,
patria dell'astronomia, arriva la prima meridiana
formata da un blocco di pietra su cui e scavata una
semisfera. Al centro e posto uno stilo alla cui estremità
e fissata una sferetta che, proiettando la sua ombra,
dalla posizione del sole e, quindi, la suddivisione
del tempo. Tralasciando di parlare di candele, clessidre
e segna- tempo, nel VI secolo a.C. in Grecia apparvero
gli orologi solari, ma e nel Medioevo e soprattutto
con Tolomeo, che l'astronomia toccò il vertice
di precisione per gli orologi come l'astrolabio ed
altri, con periodi di "oscurantismo" nel
Rinascimento, per risorgere con san Benedetto da Norcia
e l'Ordine dei benedettini, data l'esigenza di scandire
le ore della preghiera. La misurazione del tempo,
più evoluta e perfezionata lungo i secoli,
nelle meridiane (da meridie, mezzogiorno) si sposa
anche con elementi estetici, con la decorazione e
l'abbellimento di abitazioni, luoghi pubblici. Si
pensi agli stupendi orologi astronomici-astrologici
sulle facciate di palazzi, di cattedrali, di torri
di sontuosi edifici! 0 alla supernota meridiana di
Santa Maria degli Angeli a Roma.Purtroppo le grandi
meridiane dei secoli scorsi sono pallidi residui di
un passato dimenticato e con esso si perde una parte
di storia, di tradizioni, di arte! Se la meridiana
ha fatto il suo tempo rispetto agli orologi al quarzo
di oggi, nell'era dei sofisticatissimi cronometri,
si fa strada una lodevole tendenza che, senza tanti
clamori, recupera e restaura gli orologi solari.Il
fascino di catturare l'ombra per imprigionare, forse,
il tempo fuggevole, sta tornando di moda sull'onda
di un nostalgico rimpianto di una tradizione, attratti
da quel misterioso e sapiente intreccio di linee,
di numeri collocati in un'armoniosa cornice di decorazioni
assai belle, sottolineate da motti in latino ed anche
in dialetto. Ad esempio: "Al sol misuro i passi".
"E di ferro lo stilo, ma d'oro il tempo".
"Vivo nella luce, muoio nell'ombra", e cosi
via... riflessioni e messaggi sul fluire del tempo
e della vita. Le meridiane, testimoni della storia
millenaria dell'uomo e di una cultura popolare che
ha caratterizzato la vita nelle piazze delle nostre
città sono espressioni artistiche degne di
considerazioni. In tempi frenetici come i nostri questa
riscoperta esprime il desiderio di riavvicinarci alla
natura, al cosmo e al moto apparente del sole che
governa il giorno, ricordandoci che tempo significa
non esclusivamente lavoro, ma anche svago, piacere,
sicurezza e riposo!
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GLI
OROLOGI SOLARI
Gli
orologi solari definiti nella totalità "MERIDIANE",
sono, quando portano le linee necessarie per segnare
varie ore della giornata, degli "OROLOGI ".
Si chiamano propriamente meridiane quando portano
una sola linea per il rilevamento del mezzodì.
Nella maggior parte
dei casi gli strumenti presentano in un unico quadrante
sia le linee orarie che la linea meridiana e quindi
sarà opportuno chiamarli orologi. Inoltre è
bene stabilire che l'orologio solare non vuole e non
può sostituire il nostro cronografo al quarzo
o il segnale orario della TV anche se in passato furono
fatti notevoli tentativi per dotare alcuni orologi
solari della specifica precisione di un orologio meccanico
(Prisma di Amici, grandi strumenti equatoriali con
divisioni in frazioni di minuto, meridiane a camera
oscura di grandi dimensioni ecc.…)In tutti i casi
il tentativo risultava inutile perché era stata
ignorata una caratteristica degli strumenti a tempo
vero: l'incompatibilità con la moderna organizzazione
sociale e l'allergia per quegli osservatori che li
guardano con un occhio al cronografo ed un altro alla
loro ombra. Infine un orologio solare non deve costituire
un semplice decoro da esibire perché esso al
pari di un albero un animale o un qualsiasi fenomeno
naturale rappresenta un salutare collegamento coi
fenomeni vitali e come tale va tenuto ed osservato.Un
orologio solare è un antidoto naturale allo
stress causato dalla moderna organizzazione dei tempi
.La sua apparente imprecisione rispetto alla misura
meccanica del tempo nasconde una estrema , perfetta,
complessa precisione. La stessa di cui sono dotati
il nostro corpo, il filo d'erba, l'albero, le stelle
ed i corpi celesti. L'orologio solare al pari di un
essere vivente segue un perfetto e non modificabile
ritmo fatto di cicli alternanze e progressioni, di
nascite, culminazioni e tramonti. La sua è
la perfezione che nasce dalla complessità e
qualitativamente oltrepassa anche il più preciso
dei cronometri.Si rifletta sul fatto che nel movimento
dell'ombra di uno strumento solare è racchiuso
il possente pulsare del cosmo.(Nicola Severino dà
una sintetica definizione di ciò in un suo
articolo " Il Mondo sulla punta di uno stilo"
Astronomia U.A.I. n.2 del 1995).Forse è da
questo legame raramente percepito in modo esplicito
e più spesso in modo inconscio che nasce il
fascino e l'attrazione che esercitano gli antichi
o nuovi orologi solari su chi li osserva. Particolarmente
sensibili al loro gioco di ombre e segni sono i bambini
ed i ragazzi che grazie alla semplicità e concretezza
di questi strumenti trovano un facile mezzo per manipolare
fenomeni solitamente riservati a difficili studi .La
virtù di un orologio solare si scopre dopo
aver vissuto per alcuni anni con uno di essi. Giorno
dopo giorno ci si accorge che quella semplice ombra
peregrina ci rende partecipi dei mutevoli umori e
dei del nostro pianeta. Ci si improvvisa meteorologi,
geografi, cosmologi e spessissimo l'interesse per
la stella visibile di giorno ci guida alla scoperta
di quelle visibili di notte.Lo studio della sua struttura
e della sua affascinante storia ci guida su sentieri
solitamente trascurati facendoci scoprire gli sforzi
di una umanità che non desiderava violentare
la natura , ma semplicemente conoscerla.
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COME
SI LEGGE UN OROLOGIO SOLARE
Le note che seguono si rivolgono a coloro
che per la prima volta si accostano agli orologi solari
e intendono, con un linguaggio comune, guidarli ad
una facile lettura. Il significato di alcuni termini
viene dato nel glossario, basta fare un click sulla
parola evidenziata.
Una semplice e facile lettura
Leggere un orologio solare può essere facile
o difficile. Tutto dipende dalle esigenze del lettore.
Se questo si limita ad osservare l'ombra dell'indicatore
e a rilevare su quale linea oraria essa si proietta,
allora è tutto semplice e basta saper leggere
i numeri incisi o dipinti sul quadro.
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Se viceversa pretende di
confrontarlo col proprio orologio da polso per
verificare se i due vanno d'accordo o se uno
è diverso dall'altro e perché,
allora tutto si complica e bisognerà
imparare o richiamare diverse nozioni di astronomia
e di geografia.
Per mia scelta ho sempre sostenuto che la lettura
dell'orologio solare deve bastare a se stessa
e che il tempo vero è una misura a se
stante che non richiede di essere confrontato
con il tempo medio dei nostri orologi, per cui
di seguito fornirò quelle poche informazioni
necessarie per rilevare il tempo locale e ,
se il disegno lo consente, il periodo dell'anno
o particolari giorni di riferimento dai più
comuni orologi solari.
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Fig.1 - Sono le ore otto
e un quarto del primo mattino di Primavera a
Ragusa
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La prima cosa
da osservare,fig.1 e fig.2, per la lettura di
un orologio solare è la posizione dell'ombra
dell'indicatore che ciascun orologio possiede
e che dagli specialisti a secondo della foggia
e della funzione viene definito come "stilo
, gnomone, foro".
Se l'indicatore è infisso nel quadro perpendicolarmente,
e in questo caso si chiama "orto/stilo",
si osserverà solo l'ombra della sua estremità
che di solito è rappresentata da una punta
, da una sferetta o da un foro che proietta una
macchia di luce.
Se l'indicatore è infisso in modo che una
sua parte è parallela con l'asse terrestre
e punta verso il Polo, il cosiddetto "stilo/polare",
allora può essere usata l'intera ombra
di questo spigolo allineato . |
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Fig.2 - Adesso sono le
ore cinque di pomeriggio dello stesso giorno
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Leggere
le complicazioni
Alcuni orologi, fig.3 e fig.4, oltre alle linee
orarie hanno delle linee (parabole, rette o iperboli)
dette di declinazione o giornaliere. Esse nel
corso dei sei mesi che intercorrono tra un solstizio
e l'altro segnano l'altezza del sole rispetto
all'equatore celeste.
Comunemente sono tracciate una o più linee
di declinazione e se sono in numero di sette ognuna
di esse segna il transito del sole da una altezza
ad un'altra lungo una scala che va da -23°
30' a -20° a -11° 30' a 0 a + 11°
30' + 20° a + 23° 30' e che coincide con
l'ingresso del sole nelle 12 costellazione dello
zodiaco, cosicché spesso invece dei numeri
le linee sono contrassegnate dai simboli o dalle
figure dello zodiaco stesso. |
Le linee estreme
segnano i due solstizi del 21 Dicembre e del 21
Giugno (ingresso del Sole nel Capricorno e nel
Cancro), le cinque intermedie i restanti dieci
segni raggruppati a due a due:
· Gemelli-Leone
· Toro-Vergine
· Ariete-Bilancia
· Pesci-Scorpione
· Acquario-Sagittario.
Mediante la lettura dell'ombra quando segna tali
linee era possibile nel passato e lo è
nel presente conoscere l'esatta posizione della
terra lungo l'Eclittica per organizzare tutte
quelle attività che richiedono una precisa
sincronia con i ritmi solari e stagionali ( lavori
agricoli, viaggi per mare, feste, sagre, fiere,
oroscopi, inizio di lavori o di conflitti). |
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Fig.3 - Siamo all'equinozio
di primavera. L'ombra del disco dell'indicatore
percorre la retta inclinata che segna tale evento
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Data l'importanza
che in passato rivestivano questi riferimenti
è difficile trovare orologi solari del
XVII o XVIII secolo che non abbiano almeno tre
di queste linee di declinazione, le due dei solstizi
rappresentate spesso dalle estremità delle
linee orarie e quella degli equinozi.
Per la lettura di tali informazioni, una volta
che si sono individuate sul quadro queste linee,
sarà sufficiente osservare vicino a quale
delle curve di declinazione si proietta l'ombra
dell'estremità dell'ortostilo o il riferimento
dello stilo polare (foro, sferetta, tacca, incrocio,
ecc.), fig.4, per sapere con buona approssimazione
oltre all'ora giornaliera il periodo dell'anno
in cui ci si trova. |
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Fig.4 - Tre mesi più
tardi, al solstizio estivo, l'ombra si è
allungata ed il disco percorre la linea del
cancro
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Lettura
di orologi solari con sistemi orari diversi
Il sistema orario degli orologi esaminati fino
ad ora usa le ore astronomiche. Esse derivano
dalla divisione del tempo di rotazione della terra
in 24 ore di 60 minuti. L'inizio di tale computo,
l'ora 0/24, viene comunemente chiamata mezzanotte
mentre l'ora 12 è chiamata mezzogiorno.
A questo sistema fino alla metà del 1800
veniva preferito il sistema all'italiana, fig.5.
Anche questo prevedeva una divisione del movimento
di rotazione in 24 ore, ma invece di essere basato
sul transito del sole sul meridiano (mezzogiorno
- mezzanotte), aveva inizio dal Tramonto del Sole
o molto spesso dalla fine del crepuscolo (sole
6° gradi sotto l'orizzonte).
In questo modo l'ora 0/24(tramonto - crepuscolo
del sole) delle ore italiane, nel corso dell'anno
e per la latitudine e longitudine di Ragusa corrisponde
alle nostre attuali ore medie 16,50 alla fine
di Dicembre e alle ore19,24 alla fine di Giugno.
Nei giorni degli equinozi di Marzo e di Settembre
l'ora 24 coincide con le nostre attuali ore 18. |
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Tale sistema orario, largamente
diffuso, veniva preferito alle ore astronomiche
perché informava sulla durata del periodo
di luce tutti coloro che dovevano organizzare
le loro attività senza alcuna possibilità
di facile uso dell'illuminazione artificiale.
Grazie all'indicazione dell'orologio ad ore
italiane era possibile calcolare la durata del
Dì e l'inizio della notte.
Per la lettura di questo tipo di orologi riconoscibili
dalle loro linee orarie non convergenti in un
unico punto e dalla numerazione che a seconda
dell'esposizione comincia con il 10 e può
terminare con il 24, sarà sufficiente
osservare l'estremità dell'ombra del
loro ortostilo e leggere l'ora indicata senza
lasciarsi disorientare dai numeri che somigliano
si ai nostri attuali ma si riferiscono come
sopra detto a precise distanze temporali dal
tramonto del giorno prima.
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Fig.5 - L'orologio solare ad ore italiane
della chiesa di San Giovanni segna l'ora 14.
Mediante un facile calcolo è possibile
sapere che fra 10 ore il sole sarà tramontato
e si farà buio
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Così le ore 21 italiane di qualsiasi
giorno dell'anno non hanno niente a che vedere con
le nostre ore 21 ma viceversa comunicano che sono
trascorse 21 ore dall'ultimo tramonto e che fra tre
ore circa, alle 24 italiane, si farà buio.
Non credo opportuno dare ulteriori indicazioni per
la lettura di tutti quegli orologi solari che non
rientrano nelle categorie suddette. Il discorso sarebbe
ad uso degli specialisti già esperti di gnomonica
che non abbisognano certo delle mie modeste spiegazioni.
Viceversa il discorso fatto sino ad ora intende rivolgersi
ai neofiti che spero vorranno successivamente approfondire
le loro conoscenze rivolgendosi ai testi elencati
nella bibliografia.
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GLOSSARIO
Declinazione:
Declinazione gnomonica angolo misurato in senso antiorario
tra il piano equatoriale (Nord-Sud) e la direzione
verso cui guarda il muro o il sito dove si deve realizzare
l'orologio solare.
Eclittica: cerchio massimo formato dall'intersezione
della sfera celeste con il piano dell'orbita della
Terra attorno al Sole. L'eclittica attraversa le 12
costellazioni dello zodiaco più quella di Ofiuco,
ed è inclinata rispetto all'equatore celeste
di un angolo pari a 23° 27' (la cosiddetta obliquità
dell'eclittica).
Equatore celeste: cerchio massimo ottenuto
mediante la proiezione dell'equatore terrestre sulla
sfera celeste.
Equinozio: Date dell'anno (20 o 21 Marzo, e
22 e 23 Settembre) nelle quali si ha uguale durata
del giorno e della notte.
Gnomone: elemento di un orologio solare che
mediante la sua ombra indica le ore o le date.
Gnomonica: l'arte di realizzare orologi solari.
Junger Ernst: filosofo e scrittore tedesco amico e
discepolo di Heidegger autore di saggi e trattati
sulle misure del tempo fra i quali "Il Libro
dell'orologio a polvere".
Latitudine: distanza angolare di un punto dall'equatore
misurata in gradi e frazioni lungo il meridiano che
va dall'equatore al punto stesso. Si distingue in
latitudine Nord e latitudine Sud.
Lemniscata: caratteristica curva a forma di
8 che, sugli orologi solari, rappresenta la correzione
per il tempo medio. Viene tracciata di solito sulla
linea delle ore 12, meridiana, ma può essere
tracciata al posto di qualsiasi linea oraria.
Longitudine: distanza angolare di un punto
dal meridiano di Greenwich, misurata in gradi e frazioni
lungo un parallelo, può essere di specie Ovest
o Est con valori da 0° a 180°.
Orologio orizzontale: orologio solare realizzato
su una superficie piana parallela all'orizzonte.
Orologio verticale: orologio solare realizzato
su una superficie piana perpendicolare al piano dell'orizzonte.
Ortostilo: indicatore di un orologio solare
che giace su un piano perpendicolare al quadro. Viene
comunemente chiamato gnomone ed è spesso costituito
da un'asta di metallo opportunamente sagomata.
Solstizio: punti dell'orbita apparente del
Sole nei quali lo stesso raggiunge la massima declinazione
positiva (solstizio d'estate) o negativa (solstizio
d'inverno).
Stilo: bacchetta di metallo o di altro materiale
che opportunamente infisso su di un quadro solare,
con la sua ombra segna le ore e la declinazione del
sole. Può essere un "ortostilo" nel
caso in cui è perpendicolare al quadro oppure
"stilo-polare" se viene installato parallelo
all'asse terrestre.
Tempo Locale: sistema orario che fa riferimento
al transito del sole sul meridiano di ciascun luogo.
Vale solo per il luogo della misura e differisce da
tutti gli altri paesi posti ad est rispetto ad esso
o ad ovest. Esso a causa dell'inclinazione dell'eclittica
e delle accelerazioni o rallentamenti del sole non
è uniforme durante tutto il corso dell'anno,
variando in più o in meno rispetto ad una misura
media.
Tempo Medio: tempo che fa riferimento ad un
sole fittizio che si muove con moto uniforme durante
tutto il corso dell'anno secondo un calcolo della
media di tutti i movimenti veri. Il T.M. può
essere locale e vale solo per il luogo della misura
o "del fuso" e vale per tutti i paesi che
fanno parte di quella divisione. Sugli orologi solari
esso si concretizza in un tracciato a forma di 8 più
o meno deformato che viene chiamato "analemma".
Tempo Vero: tempo basato solamente sul transito
del sole sul meridiano del luogo della misura (mezzodì,
ore 12, mezzogiorno) e che si divideva in "astronomico"
se contato a partire dal mezzodì e "civile"
se contato a partire dalla mezzanotte.
Triangolo gnomonico: quel triangolo che individua
con precisione la posizione dello stilo rispetto agli
altri elementi di un orologio solare.
U.A.I. : Unione Astrofili Italiana, benemerita
associazione che si occupa di promuovere lo studio
e la conoscenza dell'astronomia in Italia. Una delle
sue componenti si occupa specificamente di quadranti
solari. Pubblica la rivista "ASTRONOMIA U.A.I."
Zodiaco: zona della sfera celeste limitata
da due cerchi paralleli all'eclittica ed entro la
quale si muovono i pianeti ed il Sole. Essa è
divisa in dodici parti di 30° ciascuna e le stelle
che vi ricadono sono state associate a figure di animali
o personaggi a tutti ben noti. Sugli orologi solari
viene rappresentato mediante linee di declinazione
o semplici punti di riferimento (alcuni riccamente
illustrati) e serve per determinare la scansione astrologica
dell'anno mediante la posizione della Terra lungo
l'eclittica.
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